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giovedì 2 dicembre 2010

LA PIETA'

Accade tutto così... un giorno vai a trovare un parente in rianimazione, in quello che definirei il purgatorio, si il purgatorio perchè vedi degenti che sono lì, non sanno se la notte o il buon signore, per chi di loro crede, li rispedirà sulla terra o li invierà in paradiso... in tutti i casi da lì a poco saranno guariti.
Entrando in quel reparto vedi una stanza di degenza per neonati, solo lì inermi non sono neanche coscienti di quello che succede accanto a loro, sentono solo sofferenza, sofferenza per le intubazioni, per le difficoltà a respirare e per i più svariati sintomi che provocano loro tale sofferenza.
Passi e li vedi con il braccialetto ancora al polso, con inciso un seriale,perchè ancora non hanno un nome, se non per le mamme, sono lì distesi su un letto così grande rispetto al loro corpicino che esalta ancor di più la loro fragilità, e ti senti così forte rispetto a loro che quasi provi un forte senso di colpa, senti come una morsa che stringe il tuo cuore e vorresti tanto dire : NO NON è GIUSTO... SONO PICCOLI... DEVONO VIEVERE ANCORA TANTO... NON LORO.. LORO NO...
La cosa che ti fa ancor più capire e sentire la sofferenza di quel momento, è la figura materna, si perchè le madri sono lì tutte vestite con camici, mascherine e cuffiette che stazionano su un lato del letto, come statue inermi piene di paura e amore, dove l'unica cosa che possono fare e guardare per ore il loro figlio, con una mano poggiata sulla testa e una ai piedi, con una fortissima voglia di abbracciarli, di portarli via da ciò, ma non è possibile purtroppo.
Mi chiedo cosa può pensare una madre in quel momento... forse prega in continuazione o lo incita a non mollare, ma probabilmente pensa, che nei suoi sogni fino a pochi giorni fa, vi era l'odore del latte materno, degli odori di casa, delle notti insonni, di un lettino appena comprato in una stanza tutta colorata, che non ha ancora visto il suo vero padrone, manca la possibilità di cambiare il pannolino o di notti rotte da un pianto di fame che pur seccante è pieno di amore reciproco e che ora sembra oro.
Tutto questo ti passa nella mente, in quei dieci passi che fai davanti a quella porta, con quegli odori di medicine, quei rumori di macchine che pompano ossigeno, il che rende tutto ancor più amaro.
Tutto questo per quanto diverso nella scenografia, rende tutto molto simile alla pietà di Michelangelo Buonarroti, dove vedi l'amore la pietà e il dolore di una mamma ma la cosa bella di queso confronto è che almeno le madri in un reparto di rianimazione hanno la speranza ancora viva.

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